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Come un gatto

Quasi randagio,
schivo te ne andavi
per i vicoli
della tua anima.
Guardingo e
scaltro, diffidente
come un gatto,
sotto la
pioggia poco importa...
Te ne stavi lì,
bagnato, infreddolito
proseguivi la
tua vita cercando calore
e due occhi in
cui annegare.

Mi passasti
accanto quella sera,
era fredda, ma... c'era la luna,
e
luce,
e
colori,
e
poesia...
e tu fosti mio,
già da allora,
e ancora
non lo sapevi.
Ti vidi quella
sera,
era fredda, ma...profumava di rosmarino...
e io fui tua,
già da allora,
e ancora non lo
sapevo.
Ti ho raccolto
come un gatto
e tu, ti sei fatto
prendere e scaldare
tra le
mie braccia,
gettando timori
e barriere
oltre quel
vicolo...
e della tua
anima me ne hai fatto dono.
Socchiudendo
gli occhi
mi hai
lasciata entrare...
c'era tutto
l'amore che scalpitante
si liberò
e si impadronì
di noi,
gatti randagi,
addomesticati
dal suo canto
...e mai tenerezza
fu più grande.
© Dolceluna
15
dicembre 2008

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