Chissà se il seme
che ho piantato nel tuo giardino
riuscirà a fiorire.
Chissà se in
primavera spunteranno le prime gemme
ansiose di levarsi
verso il sole.
E chissà se tu
coglierai quel fiore
ed insieme
cammineremo nel nuovo Eden.
O chissà se la
coltre mortale dell’indifferenza
seccherà il terreno
e gelerà il tuo cuore.
Chissà se dopo un
primo innocente ardore
la paura frenerà i
tuoi passi incerti.
O chissà se un
giorno reciderai quel fiore
armata dalla follìa
o consumata dalla colpa.
Comunque sia sarà
già stato amore.
Che si sveli nel
fragore di un attimo
o che si consumi
negli usuali gesti di una vita,
che si lanci nelle
inviolate vette dell’eternità
o che si perda
nell’argine franoso di un sospiro
purché l’inebriante
aroma di quel nostro fiore
sia irradiato per
l’aria da una brezza amica
e sussurrato a chi,
dentro di sé,
coltiva ancora la
speranza
come fosse un
fiore.

TI AMO…
Ti amo
e con te amo
l’intero creato.
Non un solo astro
voglio che sia
malato o scontento,
una stella triste
avvilisce l’intero
firmamento.
Ti amo
e non tu, ma il mio
amore per te
mi è di
riferimento.
Puoi ribaltare gli
emisferi
o rinnegare i tuoi
pensieri
tanto non cambierà,
l’amore è esente da
ogni mutamento.
Ti amo
e con te amo questa
notte stellata
dai mille silenzi
ardenti
che invocandoti ti
chiama.
E sapessi com’è
facile
amare dello stesso
amore
chi ti ama.
Ti amo
e con te amo
l’amore al punto tale
che una pena
sottile
mi solleva un poco
il cuore.
In celeste armonia
con l’universo in
movimento,
dalle assordanti
risonanze
oltre i confini del
creato…
m’è liberatorio
esplodere
in un pianto
d’amore
infinitamente
disperato.

CANTO DI PRIMAVERA
Era bianca come un
giglio
e s’innamorò di me.
Anch’io m’innamorai
di tanto candore.
Era bella come un
sogno
e s’innamorò di me.
Anch’io m’innamorai
di quella visione.
Era folle come
un’artista
e s’innamorò di me.
Anch’io m’innamorai
di tanta poesia.
Era viva come una
ferita
e s’innamorò di me.
Anch’io m’innamorai
della vita.

DESIDERIO
Puledra ribelle
ai sospiri del mio
cuore
ogni volta che mi
sfiori
mi fai ardere!
Come vorrei
inseguirti
per i sentieri
scoscesi
di questa selvaggia
passione…
circondandoti di
fiori
sotto un cielo
stellato d’illusioni…
stordirti al
profumo
virile dei miei
versi…
poi sfinirti di
baci
spossarti di
carezze…
al chiarore della
luna
strapparti il velo
del pudore
per scoprire il
volto incandescente
delle tue nascoste
bellezze…
finché avvolta nel
sudario
di quell’ora
inevitabile
sulla terra nuda
inchiodarti a me.

INCANTO
Ti ho intravista
nella nebbia
d’una gelida
mattina di novembre
vaga ed avvolgente.
Da allora ogni mio
pensiero
brancola fra i
resti
di quel velato
incanto.
Morso dalla sete
del mio sangue
vago fiutando una
traccia
che mi addentri nei
recessi del tuo cuore.
E mi sveli a poco a
poco
la vastità del suo mistero.

NIDO
Terrificante
il rude impatto col
giorno
per un sogno alato
e clandestino come
il nostro.
Incauti e inquieti
vagavamo anima
immerse
nell’ombra del
rimorso
celando l’oro
d’assillanti tenerezze
allo sguardo severo
di Dio.
Finché l’oscurità
complice
intrecciava per noi un nido
e approdavamo nell’oblìo.

RICORDO D’UNO SGUARDO
Non so cosa
cercassi
quel giorno che
violasti
l’abisso dei miei
occhi…
ravvivando nel mio
cuore
dopo un lungo
inverno
il tepore della
poesia.
Ricordo che eri
pallida
come un’alba di
gennaio
ed io…
amo il candore.
Eri spoglia
d’ogni vanità
terrena
ed io…
amo la povertà.
Eri lontana dal
fragore
di chi ti stava
accanto
ed io…
amo la solitudine e
il silenzio.
Eri avvolta
nel tuo regale
manto
di grazia
celestiale
ed io… per un
attimo…
ho creduto che
fossi un angelo.

OASI
Lasciami riposare
per un’ora fra le
tue braccia
all’ombra del tuo
sguardo
col conforto del
tuo respiro.
Lasciami bere
alla fonte del tuo
amore
perché sono un uomo
e ho sete di baci e
carezze.
Lasciami sognare
che tu sia stella
cometa
che mi guida verso
l’eterno
e patria tua sia il
cielo.
Poi lasciami andare
e non odiarmi
se ti spezzo il
cuore.

MIRAGGIO
Ieri ti guardavo…
da lontano
contemplavo
il tuo profilo di
donna…
l’abbandonarsi
quieto
di quei capelli
neri
sul candore della
tua spalla…
l’armonia dei tuoi
fianchi…
la struggente
poesia
della tua gonna.
Impenetrabile e
sinuosa
attraversavi senza
fretta
l’orizzonte d’un
poeta
disseminando nel
suo cammino
gli splendori del
tuo oro.

INCONTRO
Torniamo…
torniamo a tessere
la nostra fiaba di
sguardi…
torniamo a sognare.
Torniamo a ricucire
punto dopo punto
la trama
indistruttibile
di un amore
impossibile.
Fronti levate
contro il vento
torniamo ad
orientare
le prue delle
nostre navi
in folle rotta di
collisione…
e avanti tutta!
Sarà bellissimo
ad un passo dal
baratro
contemplare il tuo
volto…
scongiurando
l’impatto.

VORREI…
Vorrei che un
deserto inesorabile
avanzasse tutto
intorno a noi
per poterci
dissetare
al miraggio di un
incontro.
Vorrei che un
inverno terribile
calasse improvviso
nel tuo cuore
e tu potessi
riscaldarti
solo al tepore dei
miei sguardi.
Vorrei che la muta
di cani
affamati dalla tua
sensualità
sprofondasse
nell’abisso
scavato nel tuo
intimo…
da una semplice
poesia.

LA PIOGGIA…
La pioggia può
bagnarmi
ma solo fino a
quando
non ne sono tutto
intriso
poi scende su di me
come una
benedizione.
Il dolore si
riversa sul cuore
fino a colmarlo di
disperazione
poi vi scivola
silente
come i ricordi
di un’infanzia
infelice.
La notte reclama
un’alba
fino a quando una
luce si propone
ma se si ripone
ogni speranza
la completa
oscurità
il torpore più
profondo non scompone.
Ho congedato Dio
non sopporto
condizioni,
ho cancellato il
passato
non voglio
distrazioni.
Ora la mia anima è
bianca.
E tu sconvolgente
realtà,
sfrenata fantasia,
folle evenienza,
idea fissa, magica
poesia…
dipingi
sull’immacolata tela
la tua immagine più
vera.

AMORE
Ti chinerai su di
me
e mi solleverai
dallo squallore di
un’esistenza
che invoca
d’appassire
prima ancora
d’illudersi
e gioire.
Mi curerai
come un figlio
reduce
da mille crociate
perse
con la mano armata
da un ardore
insanguinato.
Nel tepore del tuo
abbraccio
conoscerò
l’indulgenza
d’un quieto grembo
materno
e pregherò che si
schiuda
soltanto alla
certezza
d’essermi legato a
Te
in eterno.
