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VORREI DARTI

Vorrei darti boccioli di rose
su un tappeto di note.
Vorrei darti la realtà del tuo antico sogno,
e ascoltare la dolce melodia
che, al tocco delle tue agili dita
si diffonde nell'aria.
Vorrei darti la pace del silenzio
e farti ascoltare tutti i suoi suoni,
perchè tu possa, con me,
afferrare l'infinito.
Vorrei darti due ali leggere
per farti varcare i confini della distanza
e ridisegnare i contorni
dei tuoi alti cieli.
Avrei voluto darti i miei giovani anni
e il mio corpo dei vent'anni,
e le mie dolci attese
e le verdi, lontane speranze.
Avrei voluto darti
tutte le volte che ho pianto
nelle mie infinite solitudini,
e averti lì, a baciarmi gli occhi.
E ancora avrei voluto darti, amore mio,
tutte le volte in cui
la bellezza del creato mi ha sconvolto l'anima,
che il profumo di una rosa mi ha inebriato i sensi,
che le risa di un bimbo mi hanno ridato la gioia,
e ogni volta che, guardando la luna,
mi chiedevo quando tu fossi arrivato.
Ma ora, amore mio,
posso darti solo questo mio corpo
che il tempo ha segnato,
e questo viso di donna
che il tempo ha ridisegnato.
Posso darti questi miei occhi
che tanto dolore hanno visto,
e questa mia anima
che tanti sogni ha sognato.
Ora posso darti solo il mio giovane vecchio cuore
che tutto il mio amore contiene,
e che solo nel tuo si riconosce.
Posso darti, vita mia,
solo tutto di me,
perchè, altro non conosco
che possa essere più prezioso,
del darti me stessa.

©
Dolceluna
Milano, 8 luglio 2006

C'è
sempre poesia quando i sogni di bambino
si
trasformano in realtà

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